Un cardiologo avverte: questi 5 farmaci aumentano il rischio di infarto e ictus nelle persone anziane

Un cardiologo avverte: questi 5 farmaci aumentano il rischio di infarto e ictus nelle persone anziane

Con l’avanzare dell’età, la terapia farmacologica può diventare più articolata. È frequente che una persona assuma contemporaneamente diversi medicinali per controllare pressione arteriosa, colesterolo, diabete, dolori articolari o altre condizioni croniche.

Questa situazione, definita politerapia, richiede particolare attenzione. Non significa che i farmaci siano pericolosi in sé: molti medicinali sono fondamentali e possono ridurre significativamente il rischio cardiovascolare. Tuttavia, alcuni principi attivi possono aumentare determinati rischi, soprattutto quando vengono utilizzati a dosaggi elevati, per periodi prolungati o in associazione con altri medicinali.

Per questo motivo, soprattutto nelle persone anziane, ogni terapia dovrebbe essere valutata individualmente dal medico o dal farmacista. Non bisogna interrompere autonomamente un farmaco prescritto.

1. Farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS): un pericolo quando venduti senza ricetta

I farmaci antinfiammatori non steroidei, comunemente chiamati FANS, comprendono diversi medicinali utilizzati per alleviare dolore e infiammazione.

Tra questi rientrano principi attivi come ibuprofene, naprossene e diclofenac. Sono ampiamente utilizzati per dolori muscolari, articolari, mal di schiena e numerose altre condizioni.

Il problema non è che debbano essere necessariamente evitati. La questione riguarda soprattutto dose, durata del trattamento e caratteristiche individuali del paziente.

Alcuni FANS possono infatti aumentare la pressione arteriosa, favorire la ritenzione di liquidi e influenzare la funzione renale. In determinate persone possono inoltre aumentare il rischio di eventi cardiovascolari, compresi infarto e ictus.

Il rischio può essere particolarmente rilevante negli anziani e nelle persone che presentano già fattori di rischio cardiovascolare.

Per questo motivo, assumere un antinfiammatorio da banco per diversi giorni senza considerare gli altri medicinali utilizzati può essere una scelta poco prudente. È sempre opportuno leggere il foglietto illustrativo e chiedere consiglio a un professionista sanitario quando esistono patologie croniche o altre terapie concomitanti.

2. Alcuni farmaci che possono influenzare la pressione e l’equilibrio cardiovascolare

Determinati medicinali possono modificare la pressione arteriosa, la frequenza cardiaca oppure l’equilibrio dei liquidi nell’organismo. In una persona anziana, questi effetti possono assumere maggiore rilevanza perché la risposta dell’organismo ai farmaci può cambiare con l’età.

Un abbassamento eccessivo della pressione, per esempio, può favorire capogiri e cadute, mentre alcuni farmaci possono contribuire a un aumento pressorio.

La gestione deve quindi essere personalizzata. Il semplice fatto che un medicinale possa avere un effetto cardiovascolare non significa che debba essere sospeso: significa che il suo impiego deve essere monitorato correttamente.

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