Cosa significa davvero “WC”? Il mistero della sigla sulla porta del bagno è finalmente risolto

Cosa significa davvero “WC”? Il mistero della sigla sulla porta del bagno è finalmente risolto

Due lettere, una porta e un significato che moltissime persone utilizzano senza conoscerne l’origine. La sigla “WC”, presente nei ristoranti, negli alberghi, nelle stazioni e in numerosi luoghi pubblici, deriva dall’espressione inglese Water Closet.

La traduzione letterale, “stanzino dell’acqua”, oggi può sembrare bizzarra. Eppure descrive perfettamente il contesto storico nel quale questa denominazione si diffuse: un piccolo ambiente separato, dotato di un gabinetto collegato a un sistema di scarico ad acqua.

Che cosa significa “Water Closet”?

In passato la parola inglese closet non indicava soltanto un armadio. Poteva descrivere anche una stanza piccola, appartata e destinata a un uso privato. Aggiungendo il termine water, si distingueva il nuovo gabinetto con scarico idraulico dalle latrine a secco e dai recipienti da camera.

Il dizionario Merriam-Webster definisce infatti il water closet come un vano contenente un gabinetto, oppure come il gabinetto stesso con i relativi accessori; l’abbreviazione riconosciuta è precisamente “WC” (Merriam-Webster).

Non significa quindi “washroom center”, “women and children” o altre interpretazioni fantasiose circolate online.

Perché si cominciò a usare questa espressione?

Prima della diffusione degli impianti idraulici domestici, i servizi igienici erano spesso collocati all’esterno delle abitazioni. Nelle case si utilizzavano anche vasi da notte, successivamente svuotati a mano. Una pratica poco gradevole e, soprattutto, igienicamente problematica.

Con lo sviluppo dei gabinetti dotati di acqua, diventò necessario distinguere questa innovazione dai sistemi precedenti. L’espressione water closet forniva una descrizione sobria, quasi eufemistica, del nuovo ambiente.

Il termine è documentato già nel XVIII secolo, mentre la forma abbreviata “W.C.” era in uso almeno nei primi decenni dell’Ottocento, la legislazione britannica richiese che le nuove abitazioni disponessero di un gabinetto ad acqua oppure di un sistema alternativo per la raccolta dei rifiuti

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