Ha cucito un abito da ballo in undici notti per restituire il sorriso alla sua amica in lutto
Quando i negozi le hanno chiuso la porta in faccia e una commessa le ha rivolto una frase particolarmente crudele, Hazel aveva preso una decisione: non sarebbe andata al ballo di fine anno. Non voleva più provare abiti, ascoltare commenti sul proprio corpo o fingere che quella giornata potesse essere speciale.
Quello che Hazel non sapeva era che Eli, il suo migliore amico dai tempi delle scuole medie, aveva già iniziato a pensare a una soluzione.
Non aveva esperienza nel cucito. Non aveva frequentato corsi di moda. Non disponeva di un atelier né di strumenti professionali. Aveva soltanto un’idea precisa: creare per Hazel qualcosa che nessun negozio era riuscito a offrirle, un abito fatto appositamente per lei.
E aveva soltanto undici notti.
Una giornata di rifiuti che lascia tracce
La ricerca dell’abito era iniziata con aspettative molto più semplici. Hazel voleva soltanto trovare un vestito nel quale sentirsi bene e affrontare il ballo senza sentirsi osservata.
Ma una boutique dopo l’altra, l’entusiasmo aveva lasciato spazio alla frustrazione.
Taglie mancanti, modelli che non cadevano come desiderava, commenti poco delicati e sguardi che sembravano giudicare prima ancora che lei potesse parlare. A volte basta una sola frase pronunciata senza pensarci per trasformare un momento già difficile in qualcosa di doloroso.
Alla fine della giornata, Hazel non aveva trovato un abito.
Aveva trovato un motivo per non voler più cercare.
