Ha cucito un abito da ballo in undici notti per restituire il sorriso alla sua amica in lutto

Tornata a casa, aveva probabilmente pensato che rinunciare fosse più semplice che continuare a esporsi a nuove delusioni. Il ballo, dopotutto, sarebbe durato soltanto qualche ora.

Ma la ferita lasciata da quella giornata rischiava di durare molto più a lungo.

Una ferita invisibile portata da mesi

Dietro la questione dell’abito c’era qualcosa di molto più profondo.

Hazel stava attraversando un periodo di lutto e da mesi cercava di convivere con un’assenza che aveva modificato la sua quotidianità. Il dolore non era sempre evidente. Non aveva necessariamente bisogno di lacrime o di parole.

A volte il lutto si manifesta proprio così: nella perdita di interesse per ciò che prima sembrava importante, nella difficoltà a immaginare il futuro, nella sensazione che festeggiare sia quasi una colpa.

Per questo il ballo di fine anno rappresentava qualcosa di più di una semplice festa.

Era un momento nel quale Hazel avrebbe potuto concedersi qualche ora diversa dal solito. Ma dopo quella giornata di rifiuti, persino l’idea di indossare un vestito elegante era diventata pesante.

Eli lo aveva capito.

Non poteva cancellare il dolore della sua amica. Non poteva restituirle ciò che aveva perso. Non poteva trasformare il lutto in qualcosa di semplice.

Poteva però fare una cosa concreta.

Poteva ricordarle che qualcuno era disposto a esserci.

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