Il conflitto del “croccante”

Il fornello a gas continua a fare “click” ma non si accende: cosa fare in sicurezza prima di chiamare un tecnico?

Un fornello che produce continuamente il caratteristico ticchettio dell’accensione elettronica senza riuscire ad accendere la fiamma richiede prudenza.

La prima cosa da fare è non continuare a tentare l’accensione per diversi minuti. Se il gas sta uscendo senza incendiarsi, può accumularsi nell’ambiente.

Chiudere la manopola del bruciatore e, se necessario e in condizioni di sicurezza, interrompere l’alimentazione del gas secondo le indicazioni dell’apparecchio. Se si avverte odore di gas, è importante non azionare interruttori elettrici, non utilizzare fiamme libere e non provocare scintille. Allontanarsi dall’ambiente e contattare il servizio di emergenza o il gestore del gas secondo le procedure locali.

Se invece non c’è odore di gas e il problema sembra limitato all’accensione, una causa comune può essere la presenza di umidità o residui di cibo intorno all’elettrodo di accensione. Dopo che l’apparecchio è spento e freddo, una pulizia delicata e un’asciugatura completa possono talvolta risolvere il problema.

Anche il cappellotto del bruciatore deve essere correttamente posizionato. Se è spostato, la fiamma potrebbe non distribuirsi come dovrebbe.

Non bisogna però smontare componenti dell’impianto del gas né tentare riparazioni improvvisate.

Se il fornello continua a fare click, non produce una fiamma regolare o il problema si ripresenta, è preferibile rivolgersi a un tecnico qualificato. Con il gas, una piccola anomalia non è il posto giusto per sperimentare.

Non lasciarti ingannare dal supermercato: cosa c’è davvero dietro l’etichetta della carne?

Quando si acquista carne, l’etichetta può contenere una quantità considerevole di informazioni: origine, specie animale, denominazione del taglio, peso, data di confezionamento, termine di conservazione e condizioni di mantenimento.

Il consumatore, però, può facilmente concentrarsi soltanto sul prezzo o sull’aspetto della confezione.

L’origine è uno degli elementi da controllare con maggiore attenzione. Termini come “allevato”, “confezionato” o “prodotto” non sono necessariamente equivalenti e, a seconda della normativa applicabile, possono avere significati specifici.

Anche il colore non dovrebbe essere interpretato in maniera semplicistica. La carne può assumere tonalità differenti in funzione dell’esposizione all’ossigeno, del confezionamento e della conservazione.

Più importante ancora è verificare che la catena del freddo sia stata rispettata e che la confezione non presenti perdite, rigonfiamenti o danneggiamenti.

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