Un cartello blu collocato in un parcheggio privato potrebbe quindi non avere la medesima forza normativa di un segnale rosso installato dal Comune. Ciò non significa che possa essere ignorato impunemente.
Le possibili conseguenze comprendono:
- violazione delle regole stabilite dal proprietario dell’area;
- allontanamento o revoca dell’autorizzazione di accesso;
- responsabilità civile in caso di incidente;
- attribuzione di negligenza per non aver rispettato un’avvertenza visibile;
- sanzioni, quando la legislazione locale estende determinate norme stradali alle aree private aperte al pubblico.
Immaginiamo che un conducente superi il cartello senza fermarsi e provochi una collisione. Anche qualora il segnale non fosse tecnicamente idoneo a sostenere una multa per mancato STOP, la sua presenza potrebbe essere considerata nel determinare la responsabilità dell’incidente.
La scelta più prudente è dunque molto semplice: fermarsi sempre. Il tempo richiesto è minimo e il beneficio in termini di sicurezza è considerevole.
In Italia, invece, il conducente deve fare riferimento alla segnaletica prevista dal Codice della strada. Un cartello blu non sostituisce automaticamente il segnale ufficiale di “Fermarsi e dare precedenza”. Se appare in un’area privata, va comunque interpretato come una chiara istruzione del gestore, specialmente quando disciplina incroci, rampe o zone con scarsa visibilità.
Perché i normali segnali di STOP sono rossi: una breve storia
Il rosso non è sempre stato il colore universale dello STOP.
I primi segnali, comparsi negli Stati Uniti durante i decenni iniziali del Novecento, erano tutt’altro che uniformi. Cambiavano forma, dimensione, grafica e colorazione da una località all’altra. Questa eterogeneità creava una vera cacofonia visiva, pericolosa proprio mentre il numero delle automobili cresceva rapidamente.
La forma ottagonale venne adottata per rendere il segnale riconoscibile anche da dietro. È una caratteristica ancora oggi preziosa: un automobilista che osserva il retro di un ottagono comprende immediatamente che il traffico proveniente dalla direzione opposta deve fermarsi.
Per un certo periodo furono diffusi segnali gialli con lettere nere. Il giallo garantiva una buona visibilità, mentre la produzione di pigmenti rossi sufficientemente durevoli e riflettenti presentava maggiori difficoltà tecniche.
Con il miglioramento dei materiali retroriflettenti, il rosso divenne finalmente più leggibile anche nelle ore notturne e in condizioni meteorologiche sfavorevoli. Negli Stati Uniti, il segnale rosso venne uniformato a livello nazionale nella metà del XX secolo. Oggi il MUTCD prescrive esplicitamente l’ottagono rosso con iscrizione e bordo bianchi.
