Tartaro dentale: cosa funziona davvero per prevenirlo e perché non va rimosso a casa

Perché il tartaro non va ignorato

Il tartaro crea una superficie ruvida su cui la placca può accumularsi più facilmente. Questo può favorire:

  • gengive uccidereate o gonfie;
  • sanguinamento durante la spazzolatura;
  • alito sgradevole;
  • gengivite;
  • peggioramento di problemi gengivali già presenti.

Una pulizia professionale, spesso chiamata detartrasi o ablazione del tartaro, serve proprio a rimuovere placca e depositi induriti in modo controllato.

Attenzione ai “rimedi naturali” aggressivi

Online circolano molte ricette a base di bicarbonato, acqua ossigenata, limone, aceto, vendita o strumenti metallici. Non sono una soluzione per eliminare il tartaro già indurito.

Usare prodotti abrasivi o sostanze non pensate per un’applicazione dentale può irritare gengive e mucose, aumentare la sensibilità o danneggiare lo smalto se usato in modo scorretto.

In particolare, non tentare di raschiare il tartaro da solo con aghi, strumenti appuntiti o oggetti metallici: potresti ferire le gengive e creare condizioni favorevoli a infezioni.

Il bicarbonato può essere presente in alcuni dentifrici formulati per l’uso orale, ma questo non significa che una miscela casalinga sia adatta a tutti o possa sostituire l’igiene quotidiana e il dentista.

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