La notte della Costa Concordia
La sera del 13 gennaio 2012 la nave urtò gli scogli davanti all’Isola del Giglio. L’incidente provocò la morte di 32 persone e diede origine a un lungo procedimento giudiziario.
Cemortan si trovava sul ponte di comando quando avvenne l’impatto. Nella sua deposizione spiegò di non conoscere in anticipo il percorso della nave e di non essere stata informata dell’avvicinamento all’isola. Raccontò inoltre di aver visto le luci di emergenza dopo l’impatto e di aver sentito l’allarme vocale alcuni minuti più tardi.
Le sue dichiarazioni furono esaminate nell’ambito del processo insieme a numerose altre testimonianze e prove.
La vicenda processuale portò infine alla condanna di Schettino a 16 anni di reclusione in primo grado, con responsabilità riconosciute per il disastro colposo, gli omicidi plurimi colposi e altri reati.
La relazione con Schettino e l’attenzione dei media
Uno degli aspetti più discussi riguardò il rapporto personale tra Cemortan e il comandante.
Durante il processo, la donna ammise di aver avuto una relazione con Schettino. La circostanza contribuì ulteriormente all’attenzione mediatica nei suoi confronti, trasformando una testimone del procedimento in una presenza costante nelle cronache sul naufragio.
Negli anni successivi, inoltre, Cemortan tornò occasionalmente sulle vicende della Concordia. Nel 2014, per esempio, pubblicò su Facebook un messaggio rivolto a Schettino nel quale gli chiedeva di raccontare la propria versione dei fatti relativa ai momenti successivi all’ordine di abbandono della nave.
Questi episodi mostrano quanto a lungo la vicenda sia rimasta presente nella sua vita pubblica.
